La collezione - Sezione romana
La collezione - Sezione romana

L’arrivo dei Romani a Nepi è di poco successivo alla caduta di Veio nel 396 a.C..  Nepi era un centro strategico collocato lungo le direttrici che conducevano all’interno del territorio etrusco. A differenza di quanto avvenne per altri centri abitati dell'Agro Falisco, l'entrata della città nell'orbita romana non pregiudicò la sua esistenza, ma le conferì una notevole ricchezza, grazie anche al passaggio della Via Amerina, tracciato viario collegante Roma con l’Umbria realizzato nel III secolo a.C.. A nord di Nepi, il percorso della strada è stato oggetto di accurate indagini da parte del Gruppo Archeologico Romano con la supervisione della Soprintendenza Archeologica. Le ricerche si sono concentrate nel tratto viario caratterizzato dalla presenza della “necropoli di Tre Ponti”, necropoli meridionale della città di Falerii Novi. Gli scavi hanno permesso di individuare delle sepolture ancora non violate e di recuperare reperti di particolare interesse. All’interno dell’esposizione museale un plastico in scala 1:1 ricostruisce una delle importanti scoperte effettuate: un colombario costituito da sepolture ad incinerazione collocate entro nicchie scavate sulle pareti e sul piano del banco tufaceo. L’analisi dei materiali recuperati ha permesso di datare queste sepolture entro la prima metà del I secolo d.C..  
La topografia e le vicende della Nepi romana rimangono in parte oscure, ma in base ai dati raccolti è desumibile che un lungo periodo di prosperità abbia caratterizzato l’antica città.  La testimonianza più consistente che rimane per l'epoca romana è costituita dalle numerose epigrafi, alcune delle quali facenti parte della collezione del Museo Civico. L’esposizione museale presenta, infatti, due are votive: una con dedica a Diana e l’altra con dedica a Cerere. Vicino ai due altari, alcuni elementi marmorei vari costituiscono il lapidarium del Museo Civico. 
Il principale monumento paleocristiano di Nepi è la catacomba di S.Savinilla, dove la tradizione locale vuole che siano stati sepolti i due santi protettori di Nepi, S.Tolomeo e S.Romano.Il periodo di utilizzo del sepolcro può essere compreso fra l’inizio del IV sino alla metà del V secolo. Gli scavi condotti dalla Pontificia Commissione di Archeologia Sacra hanno permesso di recuperare al suo interno materiale ceramico che sarà esposto nella nuova sede museale. Attualmente è possibile osservare come provenienti dalla catacomba una serie di lucerne, databili fra il IV e l'XI secolo.